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L’IMPATTO DEL CALORE SECCO SULLA VITALITÀ DEI MICRORGANISMI

Prof.ssa Maddalena Rossi, Microbiologa presso il dipartimento scienze della vita dell’università di Modena Reggio Emilia.

Il calore è uno dei principali agenti fisici per l’abbattimento della vitalità dei microrganismi, siano essi virus, procarioti o miceti. Le alte temperature agiscono principalmente denaturando le proteine, e quindi costituiscono un agente fisico universale per il controllo e l’abbattimento di tutte le forme di vita. Generalmente il calore umido consente di uccidere i microrganismi in tempi più rapidi e a temperature più basse rispetto al calore secco poiché la presenza di vapore accelera il trasferimento di calore e il più veloce raggiungimento della temperatura desiderata. Per questo motivo, quando è possibile, si utilizza calore umido per i processi di sterilizzazione, che come tali distruggono tutte le forme viventi, incluse le spore batteriche di resistenza. La sterilizzazione con calore umido richiede però apparati che lavorino in sovrapressione, con elevata complessità dei dispositivi per poter garantire sicurezza, e quindi alti costi. L’aria calda, è conduttore di calore meno efficiente e presenta un diverso potere di penetrazione. I protocolli di sterilizzazione con aria calda prevedono temperature di 180-200°c per tempi di 60- 90 minuti. Il calore secco, a seconda della temperatura, può essere efficace per la sterilizzazione e acquisisce comunque, anche alle temperature più basse, un ruolo rilevante nell’abbattimento della carica microbica in sistemi semplici destinati alla sanitizzazione di oggetti e componenti resistenti alle alte temperature. Le forme vegetative dei batteri sono molto sensibili alle alte temperature e l’incubazione a secco a temperature di circa 90°C è già in grado di abbattere di 1 o 2 ordini di grandezza la carica microbica di numerosi batteri patogeni. Inoltre i virus, anche i più resistenti, incubati a a queste temperature per poche decine di minuti vengono completamente disattivati. È possibile quindi utilizzare il calore secco per abbattere la carica virale, con obiettivi specifici come ad esempio il virus Sars-Cov-2, e al contempo ottenere una considerevole riduzione degli altri microrganismi, siano essi patogeni o neutri rispetto allo stato di salute dell’uomo.

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